Matilde Serao, la "signora" del giornalismo italiano! - NOC Press

Matilde Serao, la "signora" del giornalismo italiano!

Foto: la scrittrice Matilde Serao

Matilde Serao è una delle più grandi scrittrici e giornaliste italiane di fine Ottocento, ricordata soprattutto per aver raggiunto dei traguardi, impensabili per una donna, nell’epoca storica in cui visse; infatti la Serao è stata la pioniera del giornalismo italiano, fondó e diresse varie testate giornalistiche come: “IL CORRIERE DI ROMA “, “IL CORRIERE DI NAPOLI” e “IL MATTINO”. 

Ma facciamo un passo indietro: 

chi era Matilde Serao? Nata il 7 Marzo 1856 a Patrasso, in Grecia, figlia di Paolina Bonelly, una nobile greca decaduta, e di Francesco Serao, giornalista e avvocato, che aveva trovato esilio in Grecia perché ricercato in quanto anti-borbonico. La giovane Matilde si avvicinò al giornalismo accompagnando il padre nella redazione del giornale "Il Pungolo". 

Una volta rientrata a Napoli, lavoró come ausiliaria telegrafica, prima di iniziare la sua carriera di scrittrice e giornalista, ma a sedici anni aveva scritto il suo primo articolo e a ventidue la sua prima novella. A 26 anni lasciò Napoli per andare a Roma, dove inizia la sua collaborazione con il giornale “Capitan Fracassa”, diventando così la prima giornalista professionista italiana. Quando scrisse il suo libro dal titolo “Fantasia” raggiunge notorietà e forte consenso dal pubblico, ma l’opera fu stroncata dalla critica di Edoardo Scarfoglio, anch’egli scrittore e giornalista. Ma il destino fu beffardo e volle che Matilde si innamorasse proprio di lui. Tra i due nacque una relazione che portó al matrimonio e alla nascita di quattro figli maschi. Oltre a condividere la vita privata, la coppia Scarfoglio-Serao ebbe successo anche a livello professionale con la fondazione di tre importanti quotidiani: il “CORRIERE DI ROMA”, il “CORRIERE DI NAPOLI” e nel 1892 “IL MATTINO” che diventò subito il principale giornale del Mezzogiorno. Purtroppo il rapporto sentimentale entrò in crisi a causa del tradimento di Scarfoglio con la cantante francese Gabrielle Bessard con la quale ebbe anche una figlia. La cantante morirà suicida, sparandosi un colpo di pistola, proprio davanti all’uscio di casa Scarfoglio-Serao, ormai allo stremo per il mancato abbandono di Scarfoglio della moglie Matilde e dei loro quattro figli La Serao finirà per adottare la bambina della Bessard chiamandola Paolina, come sua madre. 

Era il 1902 quando donna Matilde andò via definitivamente dal “MATTINO” e anche dalla vita di Scarfoglio, ma già l’anno dopo si unì a Giuseppe Natale, con il quale fondó un nuovo giornale “IL GIORNO” di cui fu direttrice, diventando così la prima donna in Italia a guidare un quotidiano. Autrice anche di capolavori di narrativa, che denotano un marcato realismo e una profonda conoscenza della società, quali: "Il ventre di Napoli" (1884), "La conquista di Roma" (1885) e "Vita e avventure di Riccardo Joanna" (1887) (definito dal critico letterario Benedetto Croce "il romanzo del giornalismo italiano"). Le tematiche affrontate negli scritti della Serao erano di una vivacità intellettuale all’avanguardia per l’epoca in cui viveva; infatti, poneva l’occhio su problematiche forti come le denunce dei mali di Napoli, il riscatto dell’arretratezza del Mezzogiorno, in cui traspare un forte impegno civile e il suo fu considerato un giornalismo con funzione sociale. Matilde Serao venne candidata al Nobel per la Letteratura nel 1926, poi assegnato a Grazia Deledda e morirà il 25 Luglio 1927, colpita da un infarto mentre scriveva. Sembrerebbe che il destino abbia voluto farle onore ascoltando queste sue parole: “Questo è il mio mestiere, questo è il mio destino. Scrivere fino alla morte”.




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“l’angolo di Ipazia”

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