Monte Sant'Angelo (FG): atto intimidatorio al sindaco d'Arienzo. Siamo sicuri che sia di stampo mafioso? - NOC Press

Monte Sant'Angelo (FG): atto intimidatorio al sindaco d'Arienzo. Siamo sicuri che sia di stampo mafioso?

Noi la vediamo diversamente...

Innanzitutto racconteremo, per far comprendere a chi ci legge, la cronaca, divulgata dal Sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo d’Arienzo, sulla sua pagina social Fecebook e ripresa da tutti i media, con tanto di foto qui pubblicata.

Una bottiglietta di benzina e dei proiettili sulla mia macchina, parcheggiata sotto la casa comunale, sotto la casa di tutti voi.

Questo il messaggio che ho trovato poco fa.

Cari concittadini, sono sconcertato e sconfortato da questo ennesimo vile atto.

Amareggiato e molto triste.

Quello che posso dirvi di certo è che non mi fermo, vado avanti a testa alta, proseguo il mio lavoro e le mie battaglie a favore della legalità.

Forte di avere una squadra alle mie spalle che mi sostiene.

Forte di avere una meravigliosa famiglia che nonostante tutto mi da il coraggio di continuare. Forte di avere una città dalla mia parte, una città che ha imparato a distinguere.

Una città che come me ha deciso da che parte stare”.

I fatti dicono che sul parabrezza dell’auto c’era una bottiglietta con mezzo litro di benzina e sul cofano quattro cartucce a pallettoni. L’indagine è al vaglio degli inquirenti della locale stazione di Carabinieri, che non escludono nessuna ipotesi, vagliando varie piste.

 

Ora veniamo a noi NOC, che come anticipato, la vediamo diversamente, per esperienza…

 

Secondo Noi l'avvertimento o atto intimidatorio, qualsivoglia chiamarlo, potrebbe essere riconducibile ad altra natura, non a matrice mafiosa, come tanta gente sta ipotizzando.

 

Andiamo per ordine cronologico.

 

Il Sindaco in questione ha già subito due atti intimidatori:

-          Il primo nella frazione di Macchia, dove gli fu recapitato, in una busta di plastica appesa alla maniglia del portone della sezione comunale locale, un teschio di una persona:

-          Il secondo quando gli fu incendiata l'auto, in un vicolo “cieco”, senza videosorveglianza, alle spalle del comune di Monte Sant’Angelo.

 

In ambedue i casi si gridò “al lupo…al lupo…”, la mafia ha intimidito il Sindaco.

 

Dopo accurate indagini da parte degli inquirenti emerse la verità. Nel primo caso è ancora da verificare per non aver trovato la mano che collocò quel teschio e il movente, nel secondo la mano fu di un uomo che voleva “attirare” l'attenzione per avere un impiego (a dir suo) “promesso” dalla vittima.

 

A fronte dei due episodi, sempre riprovevoli, da condannare e porre al Sindaco tutta la nostra solidarietà e aiuto se volesse chiederlo, nulla vieta che in base alla nostra esperienza questo terzo atto intimidatorio si possa ipotizzare nuovamente a una matrice riconducibile alla politica e le sue promesse, forse lavorative o elettorali.

 

Ma, in questi casi, gridare mafia, conviene un po' a tutti.

 

A parer nostro, (e non siamo nessuno, ma qualcosa la sappiamo in termini di mafia) questo non è un atto intimidatorio riconducibile alla mafia, perché la mafia, che sia foggiana o garganica, o calabrese, o siciliana e di tutto il mondo, ti avvisa una sola volta ed è già un lusso, ma non certo tre. Dopo il primo avvertimento questa gente criminale passa ai fatti, con tanto di clamore. E non andiamo oltre per non spaventare lettori sensibili e coscienze labili.

 

Quindi, gridare anzitempo ad attentato mafioso senza fonti certe che lo stabiliscono, le considerazioni e gli slogan restano chiacchiere da bar. Un dato certo è l'Arma dei Carabinieri, che sta indagando, perciò la fonte certa, non si è pronunciata in merito. È vero, c’è il segreto investigativo, ma avrebbe almeno alzato il livello di guardia nei confronti del Sindaco. E lo avrebbe fatto anzitempo, dopo i due avvertimenti. Noi sappiamo, ma è sotto gli occhi di tutti, che il Sindaco Pierpaolo d’Arienzio definito da un'altra testata giornalistica locale come "Sindaco antimafia", non ha la scorta, incontrovertibile prova di non intimidazioni mafiose ricevute in passato.

 

Indurre a gridare atto intimidatorio mafioso prima di accertarlo spaventa la popolazione, e oggi Monte Sant'Angelo non ha bisogno di entrare nella spirale della paura di un eventuale sentenza della mafia sul territorio, già di per sé propagandata per scoop e audience da media e tv nazionali.

 

Cosa ben diversa sarebbe se il Sindaco gridasse al lupo al lupo con cognizione di causa e non si rechi in una caserma per denunciare i suoi sospetti con tanto di nomi. Se sa qualcosa lo dica ai Carabinieri, agli organi preposti investigativi, cosicché da facilitarli nelle indagini e ripristinare tranquillità tra la gente che amministra e promuovere legalità, quest'ultima tanto sventolata con Avviso Pubblico.

 

Quindi, caro sig. Sindaco formuli dichiarazioni di atti intimidatori denunciando ciò che sa e non ciò che potrebbe ipotizzare e poi pensare la gente, in modo che questa non riconduca alla mafia il torto subito. Lasciar aperto lo spiraglio che possa far intendere a matrice mafiose certe crea paura e panico. A Monte Sant’Angelo c’è l'Arma dei Carabinieri che potrebbe irritarsi se le notizie le apprende dai social e non nelle stanze preposte.

 

Fermo restando che l'atto subito dal Sindaco, a prescindere dalla matrice, è ignobile e pertanto, come già detto e scritto, a lui va tutta la nostra solidarietà, all'uomo.




©NOCPress all rights reserved


Nessun commento:

Lascia un commento. Sarà cura della Redazione a pubblicarlo in base alle leggi vigenti, che non violino la persona e cose altrui. Grazie.