Ingannavano gli anziani in Italia facendo leva sull'amore - NOC Press

Ingannavano gli anziani in Italia facendo leva sull'amore






Il Corpo dei Carabinieri Italiani (Carabinieri Reggio Calabria), sostenuto da Europol, ha smantellato un'organizzazione criminale coinvolta in una serie di attività criminali tra cui frode, sfruttamento sessuale e riciclaggio di denaro. L'indagine ha coinvolto anche le forze dell'ordine di Germania, Paesi Bassi e Romania. L'inganno d'amore prende di mira uomini soli di età compresa tra i 70 e i 90 anni.

Gli inquirenti l’hanno chiamata Operazione Transilvania, dal nome dell’area geografica punto di arrivo dei flussi finanziari che, secondo quanto ricostruito nelle indagini, sono stati illecitamente acquisiti dagli indagati.

La banda criminale familiare, composta prevalentemente da cittadini rumeni, ha preso di mira vittime anziane con sede nella regione meridionale italiana della Calabria. La rete criminale ha utilizzato giovani donne impiegate come lavoratrici domestiche per frodare gli anziani. 

Queste giovani donne avrebbero il compito di convincere i loro anziani clienti maschi a prestare loro ingenti somme. Spesso hanno intrattenuto una relazione fisica con l'anziano utilizzando un pretesto diverso per chiedere aiuto finanziario, come problemi di salute personale o malattia di un familiare.

La banda criminale aveva in mente un obiettivo specifico, prendere di mira maschi di età compresa tra i 70 ei 90 anni e che spesso vivevano isolati dagli altri membri della loro famiglia. 

In alcuni casi, le vittime sarebbero estorte se rifiutassero di pagare gli importi richiesti. In un caso, una vittima ha subito due attacchi di cuore dopo che una giovane donna gli ha somministrato segretamente del Valium per facilitare il furto della sua casa.

Le vittime trasferirebbero ingenti somme alle donne; solo una delle vittime ha perso quasi 20 000 euro a causa di questo inganno. 

Altri membri del gruppo criminale raccoglievano il denaro e poi lo trasferivano in Romania tramite diversi servizi di trasferimento di denaro. I beni criminali sono stati poi riciclati in Romania attraverso investimenti in immobili, veicoli e oro. 

L'indagine stima che la banda criminale sia riuscita a guadagnare più di un milione di euro attraverso questa attività criminale. Durante le indagini, le forze dell'ordine hanno identificato 56 membri della banda criminale, di cui 16 attori chiave del piano. Gli investigatori hanno localizzato un certo numero di questi sospetti in Romania, Germania e collegamenti con i Paesi Bassi.

La giornata di azione del 19 maggio ha portato a:

- 23 perquisizioni domiciliari (13 in Italia, 2 in Germania e 8 in Romania)

- 13 arresti (4 in Italia, 2 in Germania e 7 in Romania)

I sequestri finora includono apparecchiature elettroniche e documenti.

Europol ha sostenuto il caso dal 2020 facilitando lo scambio di informazioni. La squadra investigativa finanziaria di Europol ha anche fornito supporto analitico specializzato, compresa l'analisi dei flussi finanziari trasmessi tramite servizi di trasferimento di denaro. 

Nella giornata di azione, Europol ha inviato due esperti in Italia e Romania per effettuare un controllo incrociato delle informazioni operative con i database di Europol in tempo reale e fornire indizi agli investigatori sul campo.

L’attività d’indagine, avviata nel 2018 sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri, nasce dall’ascolto del territorio e dal contatto diretto dell’Arma dei Carabinieri con i cittadini, in funzione di polizia di prossimità e di rassicurazione sociale.   

L’efficacia del modello appare evidente se si considera la denuncia sporta da un anziano originario di un paese della locride il quale si è rivolto alla locale Stazione Carabinieri, segnalando per primo di essere stato circuito da una giovane donna di nazionalità rumena la quale, fingendosi innamorata di lui, lo aveva indotto, nell’arco di un anno, a consegnarle, attraverso dazioni dirette di danaro contante e versamenti tramite “Money Transfer” all’estero, la somma complessiva di 20.000 euro. 

La richiesta di aiuto dell’anziano non è rimasta inascoltata. I Carabinieri, infatti, intuendo che non poteva trattarsi di una condotta isolata e posta in essere da un unico soggetto, si sono prontamente attivati e, attraverso una mirata attività investigativa nonché tramite accertamenti di natura finanziaria sull’interessata, sono giunti in breve a disvelare un’articolata organizzazione criminale, dotata di una struttura piramidale, composta interamente da soggetti di nazionalità rumena, ognuno con un compito ben definito all’interno della rete, avente un vertice stanziale in Romania e la propria base operativa in Italia tra Bianco e Melito di Porto Salvo (RC), con articolazioni nei comuni di Siderno, Rosarno, Bovalino, Reggio Calabria e Milazzo (ME).  

In particolare, l’associazione, facente capo a due coniugi originari di Bistriţa-Năsăud (Romania), si sarebbe avvalsa di giovani donne che, appositamente addestrate ed agendo singolarmente, dopo aver selezionato con attenzione le proprie potenziali vittime, generalmente uomini anziani di età compresa tra i 70 ed i 90 anni, attraverso modalità di circonvenzione ricorrenti, inducevano questi al versamento di cospicue e continue somme di danaro, fino a mille euro per singola transazione, che venivano ceduti dalla vittima direttamente nella mani della truffatrice, oppure bonificati ai vertici della banda in Romania. 

All’iniziale approccio al malcapitato, solitamente con la scusa di vendere oggettistica di esiguo valore come accendini e fazzoletti, seguiva la fase di “adescamento”, nel corso della quale le giovani, profittando delle condizioni di solitudine e vulnerabilità delle vittime, si dichiaravano infatuate di quest’ultime, nonché bisognose di danaro, adducendo nella maggior parte dei casi fittizi problemi di salute personali o dei propri familiari residenti, in particolare, nell’area esteuropea.  

Di particolare rilievo – a conferma della spregiudicatezza dei componenti dell’associazione – è l’arresto operato nel dicembre 2018 dai militari della Stazione Carabinieri di San Luca, i quali sottoponevano a fermo di indiziato di delitto due donne dell’organizzazione, successivamente condannate e tutt’ora ristrette in carcere, responsabili di aver commesso una rapina in abitazione in danno di un settantasettenne precedentemente circuito, non prima di avergli somministrato una dose quasi letale di valium, causando all’uomo, nei giorni successivi all’evento, ben due infarti.


In altre due occasioni, rispettivamente nel dicembre 2018 e nell’aprile 2021, i Carabinieri traevano in arresto in flagranza di reato altrettante donne nel momento in cui queste riscuotevano i soldi oggetto di richiesta estorsiva conseguente alla ribellione da parte delle proprie vittime, le quali si vedevano costrette a pagare nuove somme affinché non venisse rivelata ai familiari la relazione.


La violenza con cui agiva la banda, nonché la ripartizione dei ruoli al suo interno, è altresì dimostrata dall’episodio avvenuto nell’ottobre 2018 a Grotteria (RC) che ha visto coinvolto un uomo quasi novantenne, condotto in un’abitazione privata in uso alla propria adescatrice, dando così il tempo ai complici della donna di sottrargli il portafoglio dall’autovettura.

Lo sforzo sinergico tra le articolazioni territoriali dei Carabinieri della provincia di Reggio Calabria ed EUROPOL – l’Agenzia europea con sede all’Aia che a partire dal 1999 è impegnata in prima linea, agevolando lo scambio di informazioni tra gli Stati membri nel contrasto al crimine organizzato nelle sue diverse forme – ha consentito la localizzazione di 16 soggetti destinatari di misura cautelare, 13 dei quali individuati tra la Romania, la Germania e l’Olanda. I restanti indagati in stato di libertà rispondono delle medesime condotte di circonvenzione, mentre sono una quindicina le vittime accertate nell’arco temporale coperto dall’indagine.  


Le fasi della cattura, concretizzatesi nell’Action day di ieri, hanno visto la cooperazione di polizia affiancata alla cooperazione giudiziaria tra Procure: contestualmente all’esecuzione dei Mandati di Arresto Europeo, le polizie rumena e tedesca – su richiesta della Procura della Repubblica di Locri previe interlocuzioni con i Procuratori esteri – hanno operato perquisizioni personali e locali nei confronti degli indagati, sequestrando dispositivi telematici il cui contenuto sarà oggetto di successiva analisi a consolidamento del quadro probatorio delineatosi nel corso delle indagini preliminari. Nell’ambito della medesima investigazione, sono stati inoltre censiti, mediante la collaborazione con le articolazioni competenti di Europol, flussi illeciti di denaro per oltre 1 milione di euro.


I sodali indagati nell'ambito del procedimento, attualmente pendente nella fase delle indagini preliminari, e le cui responsabilità dovranno essere accertate in sede di giudizio, dovranno rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla circonvenzione di incapace, riciclaggio, fittizia intestazione di beni, rapina ed estorsione.


A ulteriore conferma della valenza operativa dei rapporti tra Forze di polizia di Stati diversi, finalizzati alla condivisione delle informazioni, è importante sottolineare come dallo scambio informativo intrattenuto nel corso delle indagini anche tramite INTERPOL – l’Agenzia con sede a Lione che completa, unitamente a EUROPOL, il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia – abbia permesso il rintraccio e la cattura in Romania, Inghilterra e Francia di 7 latitanti rumeni, tutti destinatari di Mandati di Arresto Europeo per reati commessi in Italia e collegati a vario titolo con i membri dell’organizzazione criminale investigata.


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