Cannes 2021: vince la Palma d'Oro Titane, film rock pieno di musiche e colori - NOC Press

Cannes 2021: vince la Palma d'Oro Titane, film rock pieno di musiche e colori

Titane di Julia Ducornau si è aggiudicato il premio più ambito del Festival di Cannes, ovvero la Palma d'oro per il miglior film ©Getty


Fonte: clicca qui


Una serata di premiazione in cui hanno regnato il caos e la creatività. Insieme a lacrime ed emozioni forti, che attori e registi non hanno potuto contenere. In un’atmosfera calda, l’emozione per la fine di un’edizione difficile e fortemente voluta, non solo dalla Francia, è tangibile in sala. 

Spike Lee in un completo che è un tripudio di colori e di nuvole, ricorda al pubblico di essere il primo presidente di giuria nero in 74 edizioni di Festival. E non è un dettaglio, considerato che a vincere la Palma d’Oro è stato Titane, un film rock pieno di colore e di musica, secondo lungometraggio della cineasta francese Julia Ducornau. Racconta la storia di una serial killer sessualmente attratta dalle auto da quando, da piccola, le è stata impiantata una placca di titanio in testa. Fingerà di essere il figlio di un pompiere che dieci anni prima ha perso il suo bambino. Il film è interpretato magistralmente da Vincent Lindone Agathe Rousselle ed è un’innovazione e una spallata all’immagine del cinema francese composto e perbene.


I giurati di Cannes 2021 attorno al presidente Spike Lee ©Getty


La serata di premiazione inizia con la scritta “The end” che appare sullo schermo dietro Dora Tillier, l’attrice francese che ha il compito di tenere le fila della premiazione e che non sa ancora quanto la serata sarà piena di gaffes. Lingua dominante il francese (persino Spike Lee senza traduzione ha un Tahar Rahim che si presta in simultanea) battute per tutti, inclusa la collega Lea Seydoux, che in questa edizione ha avuto quattro film ma non si è vista perché ha preso il Covid.

I premi che rompono il ghiaccio sono la palma d’Oro per i cortometraggi, che va a All the crowds in the world, Tang Yi, che si deve diplomare a settembre come regista e invita a ingaggiare la sua attrice cinese, una free lance.

Menzione speciale della giuria per August Sky, di Jasmin Tenucci. Presidente di giuria della Camera d’Or è un’emozionatissima Melanie Thierry, che oggi compie 40 anni. Premia Antonetta Alamat Kusijanovic per Murina, ma la regista è volata a casa, ha partorito ieri e oggi è già a Dubrovnik con la famiglia.

È il momento della giuria dei lungometraggi in competizione, che arriva sul palco a partire dalle rappresentanti femminili Mati Diop, Maggie Gyllenhall Jessica Hausner, Melanie Laurent. Seguono il Kleber Mendonça Filho, Tahar Rahim, Song Kang-Ho. L’atmosfera è molto rock and roll, Spike si dice entusiasta di aver visto film al cinema per due settimane. «Cannes è la mia seconda casa, ci sono venuto nel 1986, per Lola Darling, e vi amo tutti».


Paolo Sorrentino premia Marco Bellocchio. Foto Getty


Marco Bellocchio arriva subito dopo e a premiarlo con la Palma d’Oro d’onore è Paolo Sorrentino, con un discorso che legge senza interpretare. «Da I pugni in tasca non ha mai smesso di essere un riferimento», dice del collega. «Appartato, discreto, lontano dall’egocentrismo. Ultimamente l’ho frequentato di più e starei ore a fissare il suo candore e la sua vitalità, ma soprattutto è la sua sotterranea inquietudine ad attirarmi molto. Ogni nuovo film di Bellocchio è un’emozione che ci fa porre la domande “in quale fase della guerra si trova?”. Una ribellione con e contro se stesso. È il più importante e giovane regista che abbiamo in Italia».

Entra Bellocchio su queste parole, in sala è standing ovation.  Emozionatissimo, riceve gli applausi con le braccia conserte e gli occhi spalancati. «Non ho nulla da aggiungere, Paolo ha detto cose molto belle. Ringrazio Thierry Fremaux che, oltre ad essere un grande direttore, è un amico. E voglio condividere questo premio con persone che sono parte della mia famiglia allargata. Sono emozionato, e voglio ricordare Michel Piccoli con cui ho lavorato splendidamente e che in questo Palais ottenne la Palma d’Oro per Salto nel Vuoto, 42 anni fa. E voglio anche dire che venendo qui stasera ho pensato che le cose che ho fatto hanno sempre combinato due concetti, immaginazione e coraggio. Entrambi sono indispensabili nel nostro lavoro: il regista deve avere coraggio. Le cose di cui sono più soddisfatto sono state fatte con un atto di coraggio. Basta, grazie a tutti».

Alle 20.05 si entra nel vivo dei premi di questa. settantaquattresima edizione. E Spike Lee inizia con la prima gaffe: quando Dora gli passa la parola sta per fare la mega gaffe di dire  in diretta il film che vince la Palma d’Oro, senza realizzare che è l’ultima ad essere annunciata e che c’è un (nuovo) gioco di rimbalzi di palline per cui ad annunciare ogni premio arriveranno attori e attrici sempre nuovi.


Caleb Landry Jones, premio come Miglior attore ©Getty

Adele Exarchopolus consegna il premio al miglior attore, ma esce Tahar Rahim a consegnarlo, con una procedura confusa. A vincere è comunque Caleb Laundry Jones per Nitram di Justin Kurzel. È visibilmente sconvolto, non riesce nemmeno a muoversi sul palco. 

Lo show continua, con i membri della giuria che ridono per le gaffes continue, mentre chi ritira i premi è in lacrime. Rosamunde Pike consegna il Premio della giuria a NadavLapid, per Ahed’s knee, che vince a pari merito con Memoria di Apichatpong Weerasethakul. Sul palco c’è un solo premio, e non sanno come dividerlo. Risata generale. Apitchapong manda una vibrazione di speranza e inviata ad aiutarci l’uno con l’altro.


Renate Reinsve è stata premiata come Miglior attrice ©Getty


La parola torna a Spike Lee, che non ha traduttore dal francese all’inglese, e continua a improvvisare. Si premia la miglior attrice, Renate Reinsve per il film di Joachim Trier The worst person in the world, storia in dodici capitoli che racconta come una donna possa avere tutto dalla vita e nonostante questo sentirsi ancora la peggior persona al mondo. Piange anche lei, mentre ricorda che questo premio appartiene a molte persone, e che è stato facile fare questo film con il regista, che mentre la ascolta la applaude intensamente. 


Il premio per la Miglior sceneggiatura è andata ad Hamaguchi Ryusuke e Takamasa Oe  in foto Hamaguchi ©Getty


A consegnare il premio alla miglior sceneggiatura arriva la regista premio Oscar Andrea Arnold, che sulla Croisette ha portato l’apprezzatissimo Cow. «La sceneggiatura è la cosa più importante di un film. Quando mi hanno chiesto di premiare questo film ero felice, è il riconoscimento che segretamente vorrebbe ogni regista». E va ad Hamaguchi Rysuke per Drivemy car. «Penso subito all’autore del romanzo originale, Haruki Murakami», racconta il regista giapponese. Bravissimi tutti gli attori, che hanno raccontato la storia di un regista teatrale che perde la moglie all’improvviso e che si riprenderà mettendo in scena lo Zio Vanja.

Arriva Valeria Golino a consegnare il Premio alla miglior regia, e in inglese spiega che va a Leos Carax per Annette. Evento piuttosto insolito, se si pensa che a fine festival è difficile che qualcuno ricordi il film d’apertura. Carax ha problemi a un dente, a ritirare il suo premio i musicisti che hanno scritto un brano per Holy Motors e da lì non hanno mai smesso di collaborare con il regista.

Oliver Stone in completo celeste e papillon bianco rosso e blu consegna il Gran Prix speciale della giuria, lui che ha portato a Cannes in anteprima mondiale il suo JFK revisited. «Sono deliziato di essere qui, per riscoprire il grande schermo», racconta. «L’auditorium con i suoi applausi e i film, che non sono stati fatti sotto la pressione dei box office. In questi giorni ho visto tre film magnifici, e mi hanno detto che ce n’erano molti di più, ma i premi sono pochi…», scherza l’autore di Platoon. E annuncia la vittoria di Asgarh Faradhi con il bellissimo A Hero, storia di un uomo che trova una valigia piena di denaro e questo scatenerà in lui non pochi conflitti morali. 

Interviene però Maggie Ghyllenhall a raddrizzare le cose, annunciando che il premio è a pari merito con Compartment n.6. Di Juho Kuosmanen. «Sono un grande fan dei tuoi film», dice rivolgendosi ad Asghar e abbracciandolo, con grande emozione della sala.

Torna Spike Lee perché è il momento della Palma D’Oro del festival. «È la mia seconda chance, mi scuso per il casino che ho fatto fino a qui!», scherza. Arriva Sharon Stone a scatenare ilarità in sala, perché parla tenendo gli occhi spalancati.

All’annuncio della vittorie di Titane, Jiulia Ducornau, la regista del film, scoppia in lacrime. «È Una serata perfetta, con tutto questo casino. Torno a parlare in francese perché i miei genitori mi stanno guardando. Il mio film non è perfetto, ma forse nessun film lo è. E ora che sono cresciuta mi sono resa conto che questa perfezione è una strada a senso unico. Grazie per aver fatto entrare al festival i miei mostri», racconta riferendosi alla trama del suo film, «e grazie agli attori che si sono dati completamente al film. Soprattutto grazie ai miei genitori per l’aiuto che mi hanno dato, regalandomi la libertà». Baci, abbracci a tutti i membri della giuria. E Dora Tillier chiude la festa augurando buone vacanze a tutti.


©NOCPress all rights reserved

Nessun commento:

Lascia un commento. Sarà cura della Redazione a pubblicarlo in base alle leggi vigenti, che non violino la persona e cose altrui. Grazie.